I sassi e l’equilibrio

L'Assessore con la passione per le pietre

Da un paio di anni Carlo usa le domeniche mattine, eccetto quelle estive, per recarsi al fiume Savio e mettere su pietre fra loro, trovando in quest’attività un gran sollievo agli stress della settimana, sia quelli lavorativi sia quelli sociali in genere.

E alle 12:30, insieme alle paste, mi porta una serie di foto che mostrano strane sculture formate da sassi multiformi e multicolori che stanno insieme non si sa come, in un improbabile quanto curioso equilibrio. Come dicevo, questo si ripete da circa due anni.

Ho sempre declinato gli inviti ad accompagnarlo; per me la domenica mattina è sacra e va riservata al riposo, allo stiro e alla cucina, esattamente in quest’ordine.

Fino a quel 26 marzo, quando ho accettato di andare anch’io al fiume.

Mi sono seduta in disparte su un sasso piatto e ho iniziato ad osservare cosa faceva lui. Lui girava per la pietraia cercando forme, colori, immagini; poi si accucciava e, con gesti piccoli e lenti, iniziava ad impilare i sassi raccolti, uno sull’altro, secondo un ordine forse neppure a lui noto. Ne uscivano gradevoli forme allungate ma anche tondeggianti, richiamanti simboli antichi riposti in qualche angolo della nostra memoria.

Anch’io ci provo, piano piano, senza dare troppo nell’occhio. Fatico un po’ sulle prime, poi anche le mie pietre trovano una scusa per stare insieme.

La ricerca dei punti di accordo, dell’armonia cromatica, la delicatezza dei piccoli gesti mi ha permesso di stare concentrata senza il solito via vai di pensieri che vanno in lungo e in largo disturbando la mia attenzione.

Così ho capito perché Carlo utilizzasse in questo modo le mattine della domenica…

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